Libri
Francesco Forgione
'NDRANGHETA. Boss, luoghi e affari della mafia più potente al mondo (Baldini Castoldi Dalai Editore)
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Dopo la strage di Duisburg che ha scioccato la Germania, il mondo ha scoperto la ’ndrangheta. Associata perlopiù, da un’opinione pubblica distratta, ai vecchi sequestri o a faide locali, oggi è la mafia più potente al mondo e anche la meno conosciuta. Le sue cosche o «’ndrine» si diffondono dal cuore arcaico e primitivo della Calabria fino all’Europa, all’America, all’Australia. Il suo controllo del territorio è così ossessivo che in alcuni Comuni della Calabria è lo Stato che si deve «infiltrare» nel tessuto sociale, mentre, viceversa, l’infiltrazione ’ndranghetista nelle amministrazioni pubbliche (Comuni, Asl, Regione) le consente di «controllare» in modo sistematico il flusso economico degli appalti pubblici, della Sanità, dei finanziamenti nazionali ed europei. Il riciclaggio in attività commerciali «pulite» è l’altra faccia del problema: mangiare in un ristorante o in un bel bar in centro a Milano o Roma potrebbe arricchire indirettamente la ’ndrangheta, come anche far la spesa in un grosso centro commerciale. Per non parlare del traffico di droga: è la mafia calabrese il vero broker internazionale della cocaina, ne gestisce l’ingresso in Europa sia dalle rotte colombiane e sudamericane che da quelle africane.
Questo saggio riproduce la prima relazione della Commissione Parlamentare Antimafia sulla ’ndrangheta, approvata all’unanimità il 19 febbraio 2008: contiene tutti i nomi dei boss e delle famiglie, le mappe delle presenze criminali in Calabria e le diramazioni nel Nord Italia e all’estero, il sistema degli affari legali, i rapporti con la politica e il mondo delle imprese per il controllo della spesa pubblica; le grandi truffe all’Unione europea e i circuiti del riciclaggio internazionale. Una denuncia e un grido di allarme rivolto alle più alte cariche dello Stato, ma anche alla società civile perché non continui a girarsi dall’altra parte e costringa la politica ad assumersi le sue responsabilità.Quelle di oggi, come quelle di ieri, sono storie di presidenti di regione, sindaci, imprenditori, banchieri, deputati. Omicidi, incontri con boss, scambi di favori e spartizioni di appalti. Storie di acqua, di rifiuti e di cemento. Di spioni di Stato e di talpe istituzionali. Sono vicende siciliane e nazionali, che rappresentano le tessere di un nuovo mosaico del potere e degli affari pubblici, dei rapporti sociali e dei processi di modernizzazione del Mezzogiorno, nei quali Cosa nostra continua ad esercitare una funzione egemonica, scegliendo di volta in volta interlocutori di destra o di sinistra. Tra analIsi politica e racconti giornalistici l’autore ci offre una testimonianza diretta dello scontro quotidiano tra mafia e antimafia
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Francesco Forgione
Amici come prima. Storie di mafia e politica nella Seconda Repubblica (Editori Riuniti)
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Quelle di oggi, come quelle di ieri, sono storie di presidenti di regione, sindaci, imprenditori, banchieri, deputati. Omicidi, incontri con boss, scambi di favori e spartizioni di appalti. Storie di acqua, di rifiuti e di cemento. Di spioni di Stato e di talpe istituzionali. Sono vicende siciliane e nazionali, che rappresentano le tessere di un nuovo mosaico del potere e degli affari pubblici, dei rapporti sociali e dei processi di modernizzazione del Mezzogiorno, nei quali Cosa nostra continua ad esercitare una funzione egemonica, scegliendo di volta in volta interlocutori di destra o di sinistra. Tra analIsi politica e racconti giornalistici l’autore ci offre una testimonianza diretta dello scontro quotidiano tra mafia e antimafia.
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Francesco Forgione e Paolo Mondani
Oltre la Cupola. Massoneria, Mafia, Politica (Rizzoli)
Prefazione di Stefano Rodotà
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Il libro è il racconto delle vicende d’una regione, la Calabria, e del modo in cui venne perduta dallo Stato. Meglio: di come lì lo Stato abbia cambiato natura, si sia ritirato, lasciando emergere un modo d’organizzazione dell’insieme dei poteri pubblici che perdeva progressivamente i caratteri della legalità e ad essa sostituiva una normalità modellata, invece, sull’accettazione di comportamenti illegali divenuti la norma fondante della società. Per questa via il libro diviene la descrizione della sparizione dei confini tra Stato e Antistato, tra diritto e crimine. Di più: lo Stato perde i caratteri che dovrebbero caratterizzarlo e, quasi per una forma mimetica ormai obbligata, assume quelli dei suoi antagonisti, di quelli che dovrebbe avversare. Si perde via via la possibilità di individuare l’Antistato perché è lo Stato ad essersi dissolto (dalla prefazione di Stefano Rodotà).
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